L’Italia contro Sfera Ebbasta

Il fenomeno della musica rap, molto diffuso tra i giovani (non solo tra i ragazzini, sia chiaro), sta piano piano arrivando anche ad un pubblico adulto. Non nel migliore dei modi. 

Infatti, grazie ad alcune rinomate testate giornalistiche, gli insulti verso gli artisti rap stanno aumentando esponenzialmente. In particolare, viene preso di mira Sfera Ebbasta, rapper milanese classe ’92. 

Ma facciamo un passo indietro: cos’è la musica rap?

La musica rap nasce dalla frustrazione, dalla voglia di riscatto, dalla necessità di esprimersi quando non si è ascoltati da nessuno. Musica che assembla suoni prevalentemente elettronici con testi scritti in rima, talvolta molto complessi. Tutto questo va ricordato perché si parla di rap come se fosse sostanzialmente musica da due soldi, che non merita (a prescindere) parità di trattamento con gli altri generi (ricordo che i gusti sono soggettivi, e ognuno dovrebbe sentirsi libero di ascoltare ciò che vuole). 

Ma veniamo al dunque: perché il ragazzo di Cinisello Balsamo viene attaccato? Sfera Ebbasta racconta nei suoi testi un passato difficile (droga, rifiuto scolastico, difficoltà economiche e la mancanza del padre), e vuole sottolineare come lui sia riuscito grazie alla musica a passare dal baratro al successo. Gli adulti contestano al rapper di incitare alla droga, accusandolo di non specificare quanto le sostanze stupefacenti siano pericolose. Ora, se vogliamo approfondire maggiormente, Sfera Ebbasta viene insultato pesantemente dalla fascia d’età che non comprende il suo genere, augurandogli la morte, le malattie, e insistendo sul fatto che un artista come lui debba esser censurato. Oltre a notare un po’ di frustrazione in questi commenti, è ormai chiaro come il successo altrui dia fastidio agli italiani

Noto costantemente come le persone fatichino a parafrasare testi di ragazzi di due o tre generazioni successive, ma questo in realtà non dev’essere per forza uno scandalo. Trovo invece fastidioso, ignorante e maleducato insultare un artista con la stessa facilità con la quale non si riesce a captare il messaggio che si cela dietro ad un testo. 

Nelle scorse settimane il rapper è stato paragonato a Satana (tengo a ricordare che siamo nel 2019), è stato accusato di aver maleducato i giovani ragazzini (sono moltissimi) che lo ascoltano e, infine, è stato colpevolizzato da gran parte dell’opinione pubblica per la strage di Corinaldo. Personalmente, credo proprio che su questa questione è stato toccato il fondo. Quale mente contorta può accolpare l’accadimento di una strage ai testi delle canzoni di un artista, anziché interrogarsi sul perché non sono stati fatti determinati controlli di sicurezza (ricordo che la strage è stata scatenata da spray urticante) o sul perché sia possibile ancora che si verifichino episodi di overbooking nei locali?

Com’è possibile che un artista possa mal educare i propri fan? L’educazione non dovrebbe arrivare dai genitori? O forse sono questi ultimi che vengono sempre più a mancare? 

Com’è possibile che quando Vasco Rossi (sia chiaro, artista che stimo moltissimo) cantava “Bollicine” nessuno diceva nulla? Eppure, la situazione è la medesima. Pure Enzo Iacchetti cantava “Pippa Di Meno”, eppure oggi Striscia la Notizia fa la morale ad artisti che “si presume” inneggino alla droga (su questo punto, andrebbe aperta una lunga parentesi; rimane comunque un altro caso di ipocrisia e infondatezza del giornalismo italiano).

Un altro punto che ritengo sia doveroso trattare, riguarda come le testate giornalistiche gestiscano questa faccenda. Quest’ultime fanno di tutto per mettere in cattiva luce Sfera Ebbasta con il solo scopo di catturare la parte indignata e frustrata del Paese e farla commentare sotto i propri post, andando così anche ad aumentare lo share del giornale. Come dice il giovane rapper nel suo ultimo brano “Mademoiselle (che risponde a tutte queste critiche ridicole), “la mia faccia in copertina solo per copertura”. 

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