Cottarelli e Friedman a Trento per parlare di Economia

Martedì sera, al Teatro Sociale di Trento, si è tenuta la conferenza (organizzata da Fondazione Caritro) “La resa dei conti tra tasse, spread e welfare”. Gli ospiti portano due nomi molto conosciuti al popolo italiano: Carlo Cottarelli e Alan Friedman. Il curriculum parla chiaro per entrambi: non c’è bisogno di particolari presentazioni. È molto importante che a Trento vengano organizzati eventi di questo tipo, soprattutto in vista delle Europee e in questo periodo storico abbastanza complicato (ma non drammatico) per l’Italia. 

Sarebbe stato auspicabile, però, vedere una sala gremita di giovani: così non è stato. Il pubblico era per la maggior parte adulto, e l’impressione è stata che la platea fosse prenotata a priori a persone di fiducia o comunque membri delle varie organizzazioni che hanno contribuito all’evento. Queste cose accadono dappertutto e non sono certo un problema, però in un teatro abbastanza contenuto come quello di Trento si nota più facilmente e non è piacevole. L’evento era già sold out 6 giorni prima della data prestabilita: forse era meglio organizzare altrove? 

Tralasciando questo dettaglio, rimango pienamente soddisfatto della serata, e mi piacerebbe se ne svolgessero di più. Va sottolineato, però, che siamo fortunati a ospitare il Festival dell’Economia. Rimane però il fatto che, durante il resto dell’anno, eventi di questo tipo sono poco frequenti e la mia impressione da studente di economia è che gli universitari (ma anche chi frequenta le scuole superiori) vengano poco coinvolti in queste occasioni. Certamente i ragazzi non sono molto propensi a interessarsi ai fatti di attualità (in particolare di economia e politica), quindi è ancor più cruciale creare interesse con eventi divulgativi, diminuendo il rischio che ci si soffermi a guardare dibattiti televisivi dalla qualità discutibile, che utilizzano il format “slogan di 20 secondi + applauso”.

Spero vivamente che si prosegua sempre più nella direzione presa dalla Fondazione Caritro, perché bisogna cercare di creare un senso di responsabilità maggiore nei giovani per il futuro. 

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